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La midwife e alcune informazioni ‘di base’ per una mum-to-be

Wikipedia definisce la midwife come: ‘… un/una professionista che, in possesso del diploma universitario abilitante o della laurea e dell’iscrizione all’albo professionale, assiste e consiglia la donna nel periodo della gravidanza, durante il parto e nel puerperio, conduce e porta a termine parti eutocici (cioè spontanei, fisiologici) con propria responsabilità e presta assistenza al neonato…’

Il ‘Midwifery’ in Nuova Zelanda ha ottenuto lo status di professione autonoma nel 1990. Si tratta di un servizio sanitario con un corpo distinto di conoscenze, un proprio campo di applicazione pratica, un Codice Etico ed uno ‘Standards of Practice’.

Tutte le ostetriche sono tenute a lavorare in collaborazione con le donne; ascoltandole, supportandole, consigliandole. Naturalmente operano anche in collaborazione con altri professionisti della salute, se necessario, per soddisfare le esigenze delle madri e dei loro bambini.

In Nuova Zelanda, il servizio di maternità è un sistema integrato di assistenza primaria, secondaria e terziaria. Tutte le cure sono gratuite (funded) tranne nel caso in cui una donna decida di affidarsi ad un’ostetrica privata che può richiedere una tariffa in aggiunta ai fondi che riceve dal governo.

L’assistenza primaria alla maternità  è fornita dal Lead Maternity Carers (LMC) categoria che raggruppa sia ostetriche, medici di medicina generale con un diploma in ostetricia e ostetrici. I LMC si assumono la responsabilità per l’assistenza fornita alle donne durante la gravidanza, il parto (compresa la gestione del travaglio) fino a sei settimane dopo il parto.

Non so bene come avvenga la gestione della gravidanza in Italia dal punto di vista sanitario. Credo che ci sia affidi ad una ginecologa (privata?) mentre in Nuova Zelanda, quasi la totalità delle donne in dolce attesa, decide di ‘fidarsi’ di una midwife (scelta più o meno oculatamente da loro stesse). C’è, però, anche una piccola percentuale (problemi di salute, famigliarità, precedenti gravidanze a rischio…) che contatta un ‘OB/GYN’ (Obstetrician/Gyneacology).

La scelta tra un ostetrica o una midwife potrebbe essere semplice per alcuni o fonte di confusione per altri.

Chi sostiene fortemente che il parto rimane un evento fisiologico, naturale si troverà sicuramente bene a condividere questa esperienza con una midwife. Sarà più a suo agio a sapere che la filosofia di molte di loro è quella di intervenire il meno possibile, di lasciare la mamma libera di decidere la modalità del parto (in casa, in acqua, in cliniche, in ospedale…), la gestione del dolore (il non utilizzo di farmaci per alleviarlo) e successivamente, la cura del neonato durante le prime settimane.

Qualsiasi sia la scelta, è buona norma contattare un professionista non appena si scopre di aspettare un bimbo. In alcune zone, infatti, le midwife sono veramente molto busy.

Vi è una terza opzione, quella di essere seguite direttamente dal proprio GP ma a causa di modifiche al sistema di finanziamento, rimangono pochissimi GP che ancora offrono questo servizio.

L’assistenza alla maternità è gratuita per tutte le donne cittadine neozelandesi,  in possesso di  residenza permanente o di un work visa di due o più anni. E’ bene sapere che in caso di complicazioni, la midwife o il medico di famiglia, possono fare sempre affidamento sui medici negli ospedali attrezzati per le emergenze (sempre gratuitamente per la mum-to-be). Chi, invece, ha deciso di partorire in Nuova Zelanda ma non è in possesso dei requisiti per ottenere assistenza gratuita, deve preventivare una spesa che si aggira intorno ai  $ 3,000 – $ 4,000 (come guida generale).

Nonostante il servizio sanitario sia gratuito (se in possesso dei requisiti) ci sono dei costi da sostenere durante la gravidanza:

– Ginecologo o medico anestesista (solo nel caso in cui decidessimo di usufruire della loro assistenza)

– Ecografia

– Le prove di laboratorio diverse da quelle di routine 

– Ambulanza (se dovesse servire)

Queste sono alcune delle informazioni di base che è bene tenere a mente quando si decide di affrontare una gravidanza (ed un parto) down under. A breve entreremo un po’ più nello specifico e vi parlerò della mia esperienza.

 

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