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The kiwi way

Quando si inizia a pensare ad un possibile trasferimento in Nuova Zelanda, le prime cose su cui si punta l’attenzione sono sicuramente legate alle problematiche relative all’ottenimento dei visti, la lingua, la ricerca del lavoro.

Si da per scontato che, superati questi primi ostacoli, tutto filerà liscio e si potrà iniziare una nuova vita all’insegna delle soddisfazioni lavorative e di vita.

Credo che ogni grande passo debba seguire più o meno alla lettera una ricetta: pianificazione quanto basta, un pizzico di determinazione, pazienza e spirito d’adattamento in abbondanza.

Soffermiamoci un attimo sull’ultimo ingrediente.

E’ la capacità di adeguarsi a qualcosa; un nuovo stile di vita, condizioni di lavoro differenti.

Spesso si pensa che, riuscire ad ottenere un visto e trovare un lavoro in linea con la nostra formazione sia sufficiente a crearsi delle condizioni ottimali. Si tralascia un aspetto, a mio avviso, importantissimo.

Ciò che un datore di lavoro si aspetta da un dipendente, il modo in cui i colleghi si relazionano gli uni agli altri, è diverso in ogni Paese. Per entrare con successo nell’ingranaggio di un business è necessario essere consapevoli delle differenze ed adeguarsi a queste.

L’attitudine di un lavoratore neozelandese si basa sul concetto che, se si vuole, è possibile riuscire a fare qualsiasi cosa. Questa concezione ha radici profonde nel passato quando, con le poche risorse che si avevano a disposizione, bisognava realizzare grandi cose. Si punta a coniugare un modo tradizionale di operare con idee innovative. E’ un approccio abbastanza particolare che non deve essere sottovalutato. Comprendere il modo di operare di datori di lavoro e di colleghi all’interno di un business è fondamentale per una buona riuscita.

Cerchiamo di entrare un po’ più nello specifico elencando alcuni punti salienti:

Sovraffollamento

Se siete passati a Christchurch o vivete qui, vi sarà capitato di sicuro di sentire qualche commento bisbigliato dietro ad una manina timida di chi, con lo sguardo rivolto verso un cantiere, scuote la testa e dice ‘ma possibile, 20 persone immobili intorno ad un buco?!’. Si può credere sia una prerogativa del settore (quello delle costruzioni), forse i ritmi serrati e le scadenze incombenti comportano assunzioni a catena per velocizzare i tempi ma viene naturale notare che forse, in alcuni cantieri, sembra di assistere a qualche concerto molto atteso.

-Lo sai che…

Premessa: questo credo avvenga in qualsiasi posto di lavoro.

In Nuova Zelanda, ogni due ore, è concessa una piccola pausa (definita smoko) in cui si beve caffè, si fa uno spuntino e si chiacchiera. Ci si conosce (se si è appena arrivati), si ascoltano le storie altrui e… si sparla. Capiterà di sentire storie che coinvolgono colleghi (naturalmente assenti al momento) condite con considerazioni personali. Non è detto ma può capitare (con grande frequenza)

-Ci sentiamo presto!

Dopo le ore di lavoro, ci si saluta. Magari è arrivato il weekend o il nostro giorno libero e ci viene naturale congedarci chiedendo cosa faranno i nostri colleghi nei giorni liberi. Sentiremo spesso risponderci: ‘Dai che organizziamo un BBQ insieme!’. Bene, questo avverrà con basse probabilità. I kiwi sono molto gentili, disponibili, simpatici (a volte) ma è veramente difficile stringere rapporti di amicizia, quella vera che ti porta a frequentarli anche dopo le ore di lavoro.

-Ci conto eh?!

Chiedere un favore ad un collega?Un cambio di turno, una mano?Mmmmm, non è proprio una buona idea.

Sono tantissimi i colleghi disponibili ed affidabili ma è sempre bene tenere a mente un antico detto:’ Chi fa da sé, fa per tre!’

-Finito?

Ecco. Questo è un aspetto che è impossibile da smentire.

I kiwi sono lenti!La mancanza di stress e pressioni si riflette anche nel loro modo di lavorare. Non sentono l’ansia delle scadenze, l’incombere di deadline. Se, conservando il ritmo italiano, finite una consegna in un’ora, siate certi che un collega locale starà ancora leggendo le istruzioni ricevute.

 

Ma vogliamo soffermarci insieme sugli aspetti positivi?

-Da dove vieni?

E’ praticamente impossibile non lavorare con almeno due persone provenienti da paesi diversi. Il clima internazionale rende effervescente l’ambiente lavorativo. A volte ci si ritrova a provare prelibatezze esotiche in pausa pranzo, a parlare di usi e costumi e vedere gli occhi di chi non torna a casa da anni, brillare parlando della propria città.

-Relax

E’ difficile ricevere pressioni (nel vero senso della parola, cioè come le intendiamo noi) dai colleghi o superiori. Il nostro modo di lavorare difficilmente sarà criticato. Siamo conosciuti anche qui per essere infaticabili lavoratori

-You are great!

Se si è sempre disponibili e gentili ciò che si riceve indietro è un grande rispetto e considerazione.

Non ci sentirà mai in difficoltà a chiedere qualche favore o cambiamento perché verrà naturale, ad un superiore, venirci incontro.

-We want you!

Avete iniziato da qualche mese un lavoro e già vi propongono un nuovo incarico, uno migliore?Tutto normale, tranquilli. E’ naturale per i neozelandesi riconoscere il ‘talento’ e concedere promozioni. Non sarà difficile ritrovarsi, dopo breve tempo a dirigere alcune persone.

 

E voi cosa ne pensate?Condividete queste brevi considerazioni?

 

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