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Cresce la pancia (i primi mesi)

I primi mesi: quel periodo in cui è ancora facile nascondere la pancia (per scaramanzia, per non rovinare l’effetto sorpresa…) ma si ha la sensazione di essere appena tornati da un ‘eating contest’.

Tutto inizia piano piano. Si immagina che sarà un viaggio lungo e ‘tranquillo’; in fondo sono 9 mesi. Si fissano gli appuntamenti con la midwife (per il primo periodo con cadenza mensile) durante i quali si finisce, più che altro, a chiacchierare. Se si è fortunate, non si hanno grandi paure o disturbi in questo periodo. Un po’ di nausea, sicuramente stanchezza, maggiore appetito/mancanza dello stesso, sonno (molto sonno).

Le visite durano all’incirca 15-20 minuti. Domande, risposte, si discute su eventuali preoccupazioni/paure e la midwife, accuratamente, riporta tutto sul nostro fedele compagno di viaggio: il maternity book. Di solito, dopo aver misurato la pressione, aver controllato la presenza di eventuali gonfiori ed aver ascoltato il battito del bambino (non dai primissimi mesi, però) la midwife inizierà una chiacchierata con noi toccando, ad ogni incontro, un determinato argomento. Ci si sente liberi di esprimere dubbi, di fare domande e di rivelare personali preoccupazioni.

Per scrivere questo post, sono andata a rileggere le nostre conversazioni (con il sorriso) e, in effetti, le prime visite sono state ‘easy’. Le principali tappe dei primi mesi sono sicuramente legate ad alcuni accertamenti (le analisi del sangue, diciamo L’analisi del sangue…una sì, una sola!), si discute su come il servizio sanitario neozelandese opera,  ci vengono descritti e proposti gli screening per escludere patologie, ci vengono prescritti integratori e caldamente sconsigliata l’assunzione di alcuni antidolorifici/antinfiammatori.

Alcune pagine del Maternity Book
Alcune pagine del Maternity Book

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Tra l’ 11 e la 14 settimana mi è stato proposto il Nuchal Translucency  (NT) scan grazie al quale viene misurato il liquido nella parte posteriore del collo (in parole poverissime). Tutti presentano del fluido ma i bambini con sindrome di Down, hanno un quantitativo maggiore di liquido.

Questo test deve essere effettuato in un lasso di tempo compreso tra alcune settimane (o quando la lunghezza della crown lump  è compresa tra 45 mm e 84 mm). Non è obbligatorio e durante le prime visite se ne parla e si decide se prenotare o meno questo accertamento. Io decisi di farlo. La mia midwife mi preparò un foglio e mi indicò le cliniche che in città lo effettuano. E’ stato facile e veloce prendere un appuntamento (nessuna attesa) e dopo il test tutti i risultati sono stati inoltrati direttamente alla mia midwife che ha commentato il referto durante la visita successiva.

E già, rileggendo il post (un breve riassunto del primo periodo della mia gravidanza dal punto di vista ‘clinico’) mi rendo conto che questa prima fase è abbastanza particolare. Si sente ancora poco movimento lì dentro, si ha abbastanza energia, si continua a lavorare e si prosegue con la normale routine. Eppure ci si sente già profondamente diverse ed in continua ‘compagnia’. E’ difficile da spiegare ma vi capita mai di parlare con voi stessi mentre si passeggia, o in un momento di relax?Ecco, quella vocina, quando si aspetta un bambino, trova compagnia. Smette di farsi domande e cercare risposte contemporaneamente ma inizia una bellissima conversazione.

Non ci si sentirà mai più soli!

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